MOTO DEGLI ASTRI

 

Per moltissimi secoli l’uomo ha pensato che la Terra fosse posta al Il disegno mostra la nuova teoria spiegata da Copernicocentro dell’universo e quindi tutte le ricerche e gli studi hanno portato a credere che fossero gli astri del cielo, a girare intorno ad essa. Anche l’Astrologia è stata incentrata su questa teoria che era già stata formulata da Aristotele nel IV secolo a.c. per cui aveva ipotizzato che i pianeti allora noti: una, Mercurio, Venere, Sole, Marte, Giove, Saturno e le stelle fisse, semplicemente ruotassero con moto concentrico e uniforme, intorno alla Terra, per cui le mappe del cielo natale avevano al proprio centro, come simbolo la Terra e gli astri posti All’esterno di essa. Questo modo di pensare esprimeva il concetto che tutto fosse perfetto ed immutabile. Finalmente nel XVI secolo, l’astro nomo polacco Niccolò Copernico (nato nel 1473 e deceduto nel 1543) formulò una nuova teoria, ipotizzando che fosse il Sole e non la Terra, il centro del nostro universo.

 

RIVOLUZIONE

In seguito Keplero enunciò altre teorie, sostenute da leggi, che regolano il moto dei pianeti intorno al Sole, che definiscono questo moto come “rivoluzione” In seguito fu Isaac Newton, nel 1688, a enunciare prima e a dimostrare poi, che le tre leggi di Keplero altro non erano che facenti parte della legge gravitazionale universale, che permette a tutti i corpi celesti e non, di interagire. Infatti oggi è diventato facile comprendere come non sia soltanto il Sole ad esercitare un’attrazione e come tutti i pianeti la esercitino fra di loro.

Naturalmente, l’attrazione dei pianeti, facenti parte di un sistema solare è minore di quella del proprio Sole, chiamato in astrologia, anche “stella fissa” In base a tutto questo le orbite dei pianeti non formano delle ellissi perfette, ma vengono a risentire delle forze gravitazionali prodotte dai pianeti con cui, attraverso il moto, interagiscono.

 

ROTAZIONE

La rivoluzione attorno al Sole non è il solo moto dei pianeti. Infatti essi possiedono un secondo moto principale, che è quello della rotazione intorno al proprio asse, durante il quale impiegano un intervallo di tempo per completarlo, che corrisponde esattamente alle 24 ore del giorno e della notte, definito anche come “periodo di rotazione”.

La conseguenza della rivoluzione solare produce l’alternarsi delle stagioni.

La conseguenza della rotazione terrestre, produce l’alternarsi del giorno e della notte.

 

L’astrologia ha fatto tesoro di queste conoscenze, ma non ha cambiato il proprio modo di tracciare le mappe del cielo, infatti se le osservate, vedrete al centro di esse un cerchio, che a differenza di quello usato per indicare il

Sole, non ha punti centrali. Da questo centro posto nel mezzo della carta astrologica, è idealmente e analogicamente posta la Terra, che Il disegno rappresenta un grafico planetario utilizzato per tracciare la mappa del cielo individuale.simboleggia la persona su cui viene redatto il tema natale, i pianeti però vengono disegnati all’interno del grande cerchio esterno, che presiede alle costellazioni.

In astrologia, come in altre discipline esoteriche, l’uomo è posto al centro dell’universo, proprio come valore archetipico. Il cielo intorno a lui viene fotografato, secondo la posizione reale dei pianeti e delle costellazioni, che riflettendo su di lui, idealmente gli trasmettono energia fisica e psichica.

E’ dall’uomo che è partita la ricerca ed all’uomo ritorna, secondo le sue necessità, per mantenerlo soggetto e non oggetto, conseguentemente a ciò: responsabilizzandolo, senza togliere valore alle scoperte scientifiche, che restano a fondamenta della vita materiale.

La psiche ha altre esigenze, l’astrologia diviene un mezzo per conoscerla e nutrirla. 

Il disegno rappresenta un grafico planetario utilizzato per tracciare la mappa del cielo individuale.

Al centro, si può notare il cerchio che rappresenta la Terra e posizionate entro la circonferenza, le 12 costellazioni che occupano 30 gr. ciascuna. Nel secondo cerchio dall’esterno, i simboli dei pianeti, posizionati in corrispondenza ai gradi che occupano nel cielo.

Le linee che si intersecano all’interno del terzo cerchio, rappresentano gli aspetti fra i pianeti.

 

A.B.

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