ORIGINI ASTROLOGICHE

 

Quando l'uomo del paleolitico superiore osservava stupito la volta del cielo ed il lento ed incessante declinare delle stelle aveva certo una miriade di domande e di curiosità che non trovavano risposta. Chi sono... da dove vengo... dove sto andando. Per dimostrare che già l’uomo primitivo non era insensibile agli stimoli intellettuali, gli venivano persino dal cielo, vi sono reperti che lo dimostrano. Fra questi, uno dei più interessanti è rappresentato da un guscio di tartaruga, ritrovato in Siberia. Dallo studio effettuato da scienziati sovietici, la mappa stellare incisa sullo stesso, ha potuto essere datata come risalente a 35.000 anni fa (informazione tratta dal testo: Astronomia Antica di Giovanni Schiapparelli).

 

Sentendo sopra di sé la maestosità del creato ed osservando l'armoniosità degli astri che compongono l'universo, l'uomo ha cominciato a sospettare di essere influenzato dall'avvicendamento dei pianeti e dall'osservazione del mondo fuori ed intorno a lui, ha iniziato la sua evoluzione, infatti osservando la natura è riuscito a capire la stretta correlazione esistente fra la rivoluzione solare e quella lunare, con i cicli stessi terrestri.

Ogni sera il Sole scompariva all'orizzonte e nel buio della volta stellata sorgeva un astro più pallido e meno caldo del precedente, che provvedeva ad illuminare timidamente la notte, per tornare a scomparire all'alba e lasciare il posto al maestoso astro solare.

Da queste prime e semplici osservazioni riusciva ad individuare le caratteristiche fondamentali dei due pianeti:

- Il primo, cioè il Sole era collegato ad una fortissima energia vitale che permeava il mondo circostante e dalla sua forza propulsiva di tipo mascolino scaturiva la possibilità della vita terrestre, la correlazione con la luce e con l'io cosciente e razionale.

- Il secondo astro notturno: la Luna esprimeva un carattere più riflessivo e meno attivo, corrispondendo alla natura femminile, alle profondità buie e sconosciute dell'inconscio e del mondo irrazionale. Ma altri puntini luminosi varcavano le frontiere del cielo e venivano ben presto riconosciuti con i nomi dei pianeti giunti fino a noi intatti nel tempo ed arricchiti da nuove conoscenze, così si è andato man mano sviluppando un’analogia fra i comportamenti assunti dagli uomini e le influenze degli astri. (vedi tabella)

Osservare in una notte buia e serena la volta stellata, che abbraccia tutto l'orizzonte per 360 gradi può aiutarci a capire il meccanismo iniziale dell'astrologia. Infatti, in ogni stagione esistono una serie di costellazioni che in certi periodi dell'anno si trovano sulla traiettoria del transito solare e che sono state utilizzate analogicamente, come un riverbero che dalle profondità astrali si irradia sugli uomini, influenzando caratteri, comportamenti e predisponendo un destino, almeno in parte, già tracciato.

Quando si dice che qualcuno è un Ariete o un Toro, semplicemente si vuole significare che il Sole, mentre percorre la sua ellittica nel cielo, è interposto in linea retta, fra la Terra e la costellazione dell’Ariete o del Toro, che in quel determinato periodo dell’anno, si trovano perpendicolari ad esso. Naturalmente vale per tutte le costellazioni e quindi per tutti i segni zodiacali.

Per questo motivo la volta stellata rappresentata circolarmente nello zodiaco, abbraccia tutti i 360 gradi del cielo e viene suddivisa in 12 costellazioni, ciascuna occupante 30 gradi che sono il periodo temporale che il Sole occupa transitando ipoteticamente nella traiettoria della costellazione.

In conseguenza a questi primi elementi costituenti lo zodiaco, si è strutturata la possibilità di redigere le carte del cielo individuali, che sono lo specchio preciso degli elementi costitutivi della persone, come se fossero una carta di identità dell’anima.

Certo che l’uomo del paleolitico superiore, mai avrebbe potuto immaginare che quei puntini luminosi, così lontani un giorno li avrebbe toccati con mano, lasciando sopra di essi le proprie impronte.

A.B.

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