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DIVINAZIONI e... 

Archetipi dell'inconscio individuale e collettivo

 

Immagine decorativa raffigurante noe con le tavole del sapere

 

L'immagine rappresenta il principio maschile, il padre. Anche gli oggetti che stringe nelle mani sono simboli maschili. Infatti, l'uomo in età avanzata regge le tavole della legge e un bastone. Le prime dettano un dogma, il secondo può essere d'aiuto, ma diventare arma d'offesa L'insieme indica imposizione di potere, severità. I piedi sono ben saldi al terreno e poggiano sopra dure pietre. I colori dello sfondo non sono affatto rassicuranti, il cielo sopra è nero e incombe, così come il manto è rosso, dinamico e aggressivo.

Archetipi dell'inconscio individuale e collettivo nell'interpretazione della cartomanzia

Il sogno si manifesta sotto forma di espressione psichica inconscia e riguarda tanto la psicologia, che la psicanalisi, ma approfondendolo meglio e conoscendo le esperienze che vivremo dopo, avremo modo di scoprire che potrebbe fare riferimento a qualche esperienza che non sapremo o che non potremo condurre a termine, così come accaduto già nel sogno, anche nella vita ci dovremo riorganizzare per ritentare di raggiungere la meta delle nostre ambizioni andate in frantumi.

Questo significa che l'inconscio non ha la possibilità di muoversi soltanto nello spazio con le stesse modalità del nostro corpo, ma che ha al suo attivo la possibilità di superare lo spazio come dimensione e utilizzando il tempo come veicolo di trasporto si muove, prima nella direzione primaria in cui già si muove il nostro corpo e cioè in avanti verso il futuro, per tornare poi indietro, cosa che a noi è impossibile nello stato normale fisico e mentale, avvertendoci attraverso l'utilizzo degli archetipi di un fatto che non potevamo nemmeno sospettare.

E' qui che ci troviamo di fronte a un meccanismo psichico non approfondibile in semplice chiave psicologica, ma di cui è ingiustificato non voler accorgersi del superamento delle barriere fisiche e temporali entro cui normalmente siamo abituati a considerare il nostro spazio e il nostro tempo.

Sigmund Freud, ma soprattutto Carl Gustav Jung si sono occupati e preoccupati di questa parte della manifestazione del sogno e Jung ha cercato di capire gli eventi ritenuti causali, come nel caso del sogno sopra descritto e formulare perciò l'ipotesi della teoria della sincronicità, motivo per cui citerò alcune frasi estrapolate dai suoi scritti:

-"Come ogni componente del nesso psichico, il sogno è una risultante della totalità della psiche. Perciò è legittimo attenderci di trovare nel sogno anche tutto ciò che da epoca immemorabile ha avuto importanza nella vita dell'uomo."

- "Chiamiamo simbolico il sogno, perché è una formazione psicologica la cui origine, il cui senso e il cui scopo sono oscuri; il sogno è perciò uno dei prodotti più puri d'una costellazione inconscia. Come giustamente dice Freud, il sogno è la via regia per accedere all'inconscio."

 

- Il principio filosofico che sta alla base della nostra concezione della regolarità delle leggi di natura è la causalità. Se il rapporto fra causa ed effetto dimostra di aver solo validità statistica è soltanto una verità relativa... ciò significa che il legame fra eventi è in certe circostanze di natura diversa da quella causale ed esige un diverso principio interpretativo."

" A differenza della causalità, la sincronicità si dimostra un fenomeno connesso principalmente con processi che si svolgono nell'inconscio. Alla psiche inconscia spazio e tempo sembrano relativi, ossia la conoscenza si trova in un continuum spaziotemporale, in cui lo spazio non è più spazio e il tempo non è più tempo. Se quindi l'inconscio sviluppa e mantiene un certo potenziale alla coscienza, nasce la possibilità di percepire e conoscere eventi paralleli."

Immagine decorativa raffigurante una donna vestita di veli con un vaso che perde acqua e alle sue spalle una luna

 

L'iconografia dell'immagine rappresenta il principio femminile. La donna poggia i piedi sulla mezza luna, della quale si intravede la forma triangolare. L'acqua versata è la vita elargita, ma è anche l'idealismo senza basi solide, infatti la figura è eterea e sembra essere sospesa nell'aria e alle sue spalle si vede un cielo pieno di stelle, puntini luminosi, che indicano la coscienza, ma appena accennata.

Ogni essere umano vive immerso nella realtà di una situazione che lo porta continuamente a confrontarsi con tutte le istanze della sua natura, fra le più importanti e riconoscibili vi è la realtà logica della mente razionale e la realtà analogica dell'inconscio. Infatti le reazioni che noi esprimiamo in forma istintuale, sono il prodotto da un sofisticatissimo sistema che si è organizzato nell'enorme contenitore di informazioni, che è l'inconscio individuale e collettivo, nel trascorrere dei millenni.

L'origine di questo sistema è ignoto, per conoscerlo appieno bisognerebbe risolvere il mistero biologico della vita, è comunque possibile riconoscerlo, attraverso una serie infinita di messaggi che sono decodificabili, permettendoci di fornire informazioni, altrimenti non comprensibili.

Per comprendere meglio questo sistema non esistono attualmente paragoni se non quelli che passano attraverso l'analogia che possiamo riscontrare fra il cervello elettronico e il cervello umano, infatti in entrambi esistono delle informazioni che vengono accumulate:

- per l'uomo attraverso tutte le esperienze vissute nei millenni, che si sono impresse nelle sue cellule, per essere poi trasmesse geneticamente da generazione a generazione e riaffiorare nel comportamento, attraverso una vasta gamma di espressioni;

- per l'elaboratore elettronico attraverso le informazioni che gli uomini sono in grado di immettere nella memoria del software (programma), sotto forma di codice, che sollecitato risponderà per quanto memorizzato e programmato.

Fra i tanti messaggi dell'inconscio e le modalità di espressione i più facili da riconoscere sono quelli iconici (riferiti all'immagine) e si manifestano per lo più sotto forma di simboli che tutti noi incontriamo nel momento in cui le istanze logiche lasciano finalmente libero l'inconscio dagli schemi corporei, educativi, luoghi comuni e obblighi morali, tabù e quant'altro ci induca ad assumere un comportamento conforme alle regole della comunità sociale. La fase più idonea al manifestarsi di queste espressioni iconiche simboliche, che chiameremo linguaggio è la fase del sonno, dal momento in cui i sogni si liberano e tracciano nella nostra mente una sequenza di immagini che sembrano essere una vita parallela a quella sviluppata durante il giorno.

I sogni si manifestano così sotto forma di archetipi (immagini arcaiche simboliche impresse nella memoria dell'inconscio) che nel loro insieme sono un vero e proprio alfabeto o linguaggio arcaico che può essere interpretato.

Per fare un esempio di facile comprensione, immaginiamo di avere sognato questa notte che: ........mentre stavamo salendo su una scala che ci avrebbe condotto alla sommità di un palazzo, ad un certo punto un gradino sconnesso ci faceva cadere ruzzolando all'indietro, impedendoci di raggiungere la meta............ Al risveglio ci troveremo di fronte a una domanda molto comune: cosa vuole dire quello che ho sognato? (Dizionario dei sogni)

Questo sogno è abbastanza facile, infatti la scala rappresenta le esperienze che dobbiamo fare per raggiungere un obiettivo molto importante, una meta sociale, un lavoro interessante e solido proprio come può essere un palazzo e che durante il percorso una di queste esperienze si presenta di difficile superamento, al punto tale che ruzzoliamo all'indietro con la perdita dell'equilibrio e torniamo al punto di partenza.

Immagine decorativa raffigurante un muro spezzato in due con uno specchio rotto e sullo sfondo una luna

 

L'immagine è emblematica. Vi spiccano i cerchi, anche se spezzati. Rappresenta perfettamente la coscienza, i suoi riflessi e le sue lacerazioni. Tutto questo si evidenzia dalla Luna che si specchia nell'acqua e dall'immagine rotta e tagliente dello specchio, dal quale emerge un muro solido, costruito in mattoni antichi, ma rotto. Vi sono alcuni riflessi luminosi, ma esistono anche zone buie, di cui si vedono solo i contorni. Sembra voler dire che molti ideali sono andati delusi, ma alcuni ancora possono realizzarsi, perché l'immagine restaaperta e il colore, a tratti è illuminato.

E' vero però che la decodificazione degli archetipi che si presentano nei nostri sogni è cosa assai ardua e se il nostro inconscio fosse portatore da solo di questo linguaggio, probabilmente noi saremmo in grado di capirlo meglio ma ancora una volta Carl Gustav Jung, in particolare, ha cercato di farci capire che l'inconscio di ogni individuo affonda le sue radici in uno strato più profondamente radicato, nella realtà oggettiva della società umana, che trova il suo corrispettivo nell'inconscio collettivo ed anche qui desidero citare la sua spiegazione:

"Un certo strato, per così dire superficiale, dell'inconscio è senza dubbio personale, noi lo chiamiamo inconscio personale. Esso poggia però sopra uno strato più profondo che non deriva mai da esperienze e acquisizioni personali, e che è innato. Questo strato più profondo è il cosiddetto inconscio collettivo."

Questa è la motivazione per cui le immagini archetipiche ci sembrano per lo più incomprensibili, perché non siamo in grado di riconoscerle in quanto non appartenendoci come esperienza diretta, non siamo in grado di ottenere la chiave di lettura che ci permette di fare luce sul lato oscuro nascosto dentro di noi, mettendo in risalto il punto di confluenza fra la realtà psichica e quella meta-psichica.

Anche se il sogno non è un bene di pochi, ma appartiene a tutti, non è certo possibile indirizzare i sogni nel verso che ci interessano, quindi è diventato imperativo per l'uomo e la sua innata curiosità, trovare una forma analogica simile al sogno, attraverso la quale incontrare, scoprire, conoscere e magari persino guidare gli eventi futuri. Per far questo l'uomo si è rivolto alle divinazioni, che si sviluppano attraverso un contatto telepatico, chiaroveggente e precognitivo, stabilito tra la realtà logica e quella analogica.

Non si conosce bene la loro origine, di cui troviamo tracce in moltissime culture, dalla Mesopotamia, alla Cina, all'India, agli indiani d'America, che utilizzando dei simboli, dapprima già esistenti in natura, in seguito realizzati dagli uomini in forma molto primitiva ed infine specializzandosi fino a diventare la cartomanzia odierna, che sorretta dalle immagini iconografiche disegnate sulle carte, permette di "vedere" al di là dello spazio e del tempo lo svolgersi degli eventi che riguardano coloro che ad essa si rivolgono.

 

L'importanza dell'immagine iconografica impressa sulle carte è rapportabile agli archetipi, che realizzano un "sogno guidato" per cui la volontà attiva del soggetto, si rivolge alla sua volontà inconscia e a seconda di come le carte si disporranno, sarà possibile trarre l'auspicio, che sarà prima di tutto frutto di una capacità soggettiva di penetrare al di sotto della soglia cosciente entrando nel subliminale e poi da un serio e accurato studio della simbologia impressa sulle carte.

Dalla capacità reale di mettere in comunicazione queste due istanze, dipenderà il successo della predizione.

Ovviamente non è soltanto quanto sopra che permette la precisione della previsione, concorrono ad essa altri fattori, fra cui lo studio serio e approfondito della materia, umiltà e coscienza dei propri limiti, una buona dose di oggettività privo di influenze ideologiche di qualsiasi natura.

Ma l'uomo può essere non soggettivo? Ed io stessa in questo momento lo sono? Per ottenere una risposta dall'inconscio, mi affiderò all'abbraccio di Morfeo, ma se il sonno ristoratore non vorrà aprirmi la porta al mondo dei sogni ricorrerò senza dubbio ad un sogno ad occhi aperti sciorinando le carte sul tavolo ed accetterò il responso, ma non prima di averlo razionalizzato ed accettato.

A.B.

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