Conoscere la mente e i fenomeni paranormali

 

Gustave Rol 1903 - 1994

uno dei più grandi sensitivi di tutti i tempi

 

Tutti, almeno una volta nella vita, hanno fatto i conti con qualcosa di misterioso, vivendolo magari come una coincidenza a cui non fare troppo attenzione. Se però gli episodi si sono ripetuti, con riscontri verificabili, la cosa non può più essere ignorata. Infatti è possibile che questo provochi stati d’inquietudine, a cui non raramente, fanno seguito malesseri fisici, anche non hanno risconti patologici diagnosticabili con metodologie e le analisi di laboratorio. Le manifestazioni che apparentemente non trovano riscontro nella logica razionale del quotidiano, aprono la strada alle insicurezze e alla paura inconscia di veder crollare le proprie convinzioni, per i contenuti e le dinamiche non facili da capire ed accettare.

Per questo dobbiamo capire la nostra storia sociale e culturale, che negli ultimi millenni si è arricchita di conoscenza e cultura, che ci hanno permesso di passare dalla fase puramente materiale e fisica dell’istinto di sopravvivenza, ad una più complessa, nella quale abbiamo cercato di capire se esiste anche una sopravvivenza non fisica ed abbiamo perciò dato avvio al rapporto con il trascendente, cercandolo dapprima esternamente a noi, per trovare una forma creatrice da riconoscere come divinità e poi dentro di noi, per scoprire se è possibile identificarci con essa. Cosi la primitiva forma creatrice, da toccare con mano e vedere sotto le svariate forme della natura, si è perfezionata, specializzata, sofisticata, fino ad assurgere al ruolo di pura forza creatrice e quindi energia, della quale noi tutti siamo permeati, in quanto creature.

Questo lento processo ha attivato: la mente conscia e logica, per l’elaborazione razionale, la mente inconscia per l’accumulo di informazioni analogiche che sono state acquisite al di là del percepibile.

Non credo che l’uomo primitivo sia stato guidato da sensazioni paranormali, ma puramente da ragioni istintuali, che nell'evoluzione della specie, si sono certamente selezionate e specializzate. Oggi siamo individui più complessi, meno istintivi e più razionali. Da qui la difficoltà di accettare la parte inconscia e analogica, che produce i fenomeni paranormali.

La psicologia ha sviluppato delle conoscenze che ci hanno permesso di catalogare le esperienze e di stabilire che l’uomo non è un monolite, anche se è un soggetto individuale e su questo piano si esprime. Dentro di lui albergano una serie difforme di istanze, che si coordinano e si manifestano interagendo. La prima ed ancora valida catalogazione di queste istanze, sintetizzata nelle 3 fondamentali, anch’esse formate da molteplici aspetti è questa:

 

io o ego – inconscio o es – super-io o super-ego.

IO - inteso come rapporto logico e razionale della mente

ES - inteso come rapporto analogico con l’inconscio

SUPER-IO - inteso come la visione che ciascun uomo ha di se

 

Finalmente, oggi possiamo prendere atto dei meccanismi logici e razionali della mente conscia e dei meccanismi analogici e irrazionali della mente inconscia.

Quest'ultima, troppo a lungo ignorata, non può più essere negata e quanto meno la si riconosce come sede delle emozioni, delle sensazioni e delle intuizioni e per estensione diventa anche la sede delle percezioni, che non rispondono alla logica deduttiva od induttiva, non si servono dei meccanismi tecnici o dei fenomeni che la scienza ha potuto riconoscere e riprodurre in laboratorio e ovviamente non debbono essere frutto di inganno o trucchi.

Questo però non significa che i fenomeni paranormali non possano essere studiati, capiti e spiegati ed infine portati sul piano della sperimentazione, ma che i mezzi usati oggi in laboratorio non sono adeguati.

Molti episodi paranormali si manifestano in chiave spontanea e non possono più essere ripetuti in egual maniera e circostanza, quindi i veri scienziati dovrebbero provare a cambiare il loro metodo. Qualcuno lo ha già fatto,ma sono episodi isolati, fra questi:

Carl Gustav Jung (1875/1961) psicoterapeuta svizzero, già allievo di Sigmund Freud, elaborò la teoria della sincronicità come principio di nessi acausali, che si rivala basilare per la comprensione dei fenomeni paranormali. Fra le sue elaborazioni concettuali cito: "irrazionale", uso questo concetto, non in senso di "antirazionale", ma di "extrarazionale", ossia che può non essere fondato sulla ragione…….

"tutte le cose che sappiamo del mondo e che direttamente percepiamo, sono contenuti di coscienza, sgorgati da sorgenti oscure e lontane………

E' importante capire la differenza che passa fra causalità e sincronicità. Quest'ultima dimostra un fenomeno connesso principalmente con processi che si svolgono nell'inconscio. Alla psiche inconscia, spazio e tempo sembrano valori relativi, ossia la coscienza si trova in un continuum spazio-temporale in cui lo spazio non è più spazio e il tempo non è più tempo. Quindi, se l'inconscio sviluppa e mantiene un certo potenziale alla coscienza, nasce la possibilità di percepire e conoscere eventi paralleli…….

Se il rapporto fra causa ed effetto dimostra di avere validità statistica, questa è soltanto una verità relativa… ciò significa che il legame fra eventi è, in certe circostanze, di natura diversa da quella causale ed esige un diverso principio interpretativo….. meritando un serio approfondimento. In ultima analisi è l'umanità tutta che può beneficiarne.

A.B.

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