Parapsicologia

il pensiero dell'autrice 

 

Come in tutte le materie di studio e di ricerca, anche la parapsicologia necessita di una sua collocazione. Taluni la considerano una scienza tradizionale, altri pretenderebbero che fosse collocata fra le scienze positive, io invece tendo a considerarla una disciplina psicologica con radici antropologiche, in quanto coloro che sono portatori del fenomeno paranormale, tendono ad esprimere degli aspetti in forma esclusivamente soggettiva, proprio come accade agli artisti.

E’ certamente giusto mettere in atto una metodica sperimentale da seguire e da realizzare, ma non è possibile, come accade nelle scienze positive, che gli effetti siano sempre uguali e sempre ripetibili da tutti in eguale maniera e con le stesse circostanze.

 

La sperimentazione da laboratorio si basa sul far interagire elementi che vengono sottoposti a protocolli, che possono essere ripetuti all’infinito, da tutti coloro che si accingono a produrre lo stesso tipo di sperimentazione, con lo stesso tipo di metodologia, in un ambiente riproducibile in maniera identica.

 

In parapsicologia, non si possono ricreare le stesse condizioni sperimentali che si creano in un laboratorio, l’elemento chiave, che serve a sviluppare un fenomeno paranormale, è sempre l’uomo e questo fa sì che non sia possibile riprodurre le stesse identiche circostanze, esteriori o interiori che siano. L'uomo non è un semplice elemento, non può essere trattato asetticamente in laboratorio e, in lui ogni momento è diverso dal precedente. Se poi si sperimenta su uomini diversi, questi, manifestano differenze più evidenti.

 

E’ necessario sapere che la sede dello sviluppo dei fenomeni paranormali è l’inconscio, cioè il luogo in cui risiedono le emozioni e sono proprio queste che permettono il verificarsi dei fenomeni, motivo per cui non sono facilmente controllabili, né ripetibili a richiesta, ma rispondono sempre e comunque, alla soggettività umana e alle circostanze sociali, ambientali e a tanti altri fattori, a volte incalcolabili.

Per fare un esempio più concreto, possiamo parlare della salute: un agente patogeno, selezionato in laboratorio e sottoposto a uno stimolo di un agente antagonista, grazie all’asetticità dell’esperimento e dell’ambientazione, produce sempre gli stessi risultati, i quali possono essere ottenuti anche da diversi sperimentatori; a patto che le condizioni sperimentali restino identiche.

Portando sul piano umano lo stesso agente patogeno e sottoponendolo alla stessa azione antagonista, pur ottenendo dei risultati simili, questi non rispondono più alle stesse regole scientifiche, alle quali il laboratorio si affida. In taluni casi si possono produrre eventi imponderabili, contrari ai risultati in precedenza ottenuti. Non sono rari i casi in cui talune persone, dopo aver preso dei farmaci, il cui valore è indiscutibile, hanno avuto reazioni diverse o addirittura contrarie a quelle previste. Ciò non toglie valore alla medicina, alla chimica, e al metodo curativo, solo permette di comprendere che alcuni meccanismi "scientifici" non si adattano all'essere umano, che esprime varianti, da soggetto a soggetto.

 

Sono convinta che in qualunque posizione della conoscenza la si voglia o la si debba collocare, sarà necessario affrontare la parapsicologia partendo da un punto differente di considerazione, non strettamente legato alla scienza e alle sue metodologie, ma alle capacità psichiche che ogni uomo possiede ed è in grado di sviluppare, anche se come in tutte le materie umane, con aspetti diversi da soggetto a soggetto.

 

Questo accade già in molte discipline e applicazioni, come per esempio nell’arte. Qualsiasi tipo di disciplina artistica, usa una metodica collaudata, ben precisa, che può essere trasmessa e usata da tutti. Nell'insegnamento infatti si sviluppano le varie tematiche e le stesse identiche tecniche, cosicché sia possibile applicare la conoscenza, questa poi diventerà parte integrante dell'artista che andrà a svilupparla.

 

Ognuno creerà opere artistiche in questo modo: individuale e soggettivo, con le proprie capacità, il proprio intuito, l' ispirazione e il senso artistico e creativo, che riuscirà a sviluppare.

 

Ecco perché l’arte si accetta e basta. Resta comunque il fatto che la si discute e la si valuta, attraverso la critica che, non ne nega l'esistenza, ma le assegna un valore, nella fattispecie, basato soprattutto sui parametri estetici.

 

I fenomeni paranormali esistono ed è indiscutibile, ciò su cui si può e si deve discutere è se e a cosa servono. Se chi li produce è persona degna di rispetto o approfitta della sua posizione.

Nulla di meno, nulla di più.

Ho potuto riscontrare in tutte le persone che ho analizzato, quanta stretta relazione esista fra il loro carattere, comportamento espresso o represso, sensorialità normale, ambiente di crescita, conoscenza, etica, esperienze importanti, traumi molto dolorosi e il loro modo di essere sensitivi e di esprimere la fenomenologia paranormale, anche se non sono in grado di rendersene conto.

Per questo dobbiamo, prima di tutto, fare i conti con la nostra storia sociale, che negli ultimi millenni si è arricchita di conoscenza, che ci ha permesso di passare dalla fase puramente materiale e fisica dell’istinto di sopravvivenza, ad una più complessa.

 

Non sono fra coloro che sostengono che l’uomo primitivo era dotato di percezioni paranormali e che nel processo evolutivo le abbia perdute. Semplicemente l’uomo primitivo aveva una mente più rozza, meno raffinata e quindi reagiva d’impulso.

L’impulso e la fenomenologia paranormale non hanno relazione, semplicemente fanno parte del meccanismo delle reazioni inconsce. Anche la gioia e l’odio sono emozioni, ma non hanno relazione fra loro. La gioia non può tramutarsi in odio e viceversa, semmai la gioia in dolore e l’odio in amore. Capite la differenza?

 

In base agli studi da me condotti e alla sperimentazione sviluppata: sia sul piano personale che con l’ausilio di soggetti paranormali; l’uomo non si è evoluto solo materialmente, ma all’interno dei meccanismi inconsci, ha avviato una lenta e inesorabile modifica, che si è andata sviluppando specializzandosi in una differenziazione, che in psicologia si sintetizza con l’io, l’es e il super-io.

Se potessi scegliere dove collocare la parapsicologia, la collocherei certamente fra le scienze psicologiche.

 

Ora aspetto la vostra opinione, scrivetemi o personalmente, oppure esprimitela nel questbook, così gli altri navigatori potranno beneficiare di un’ulteriore possibilità di valutazione e di conseguenza: avranno maggior libertà di pensiero.

 A.B.

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