Una seduta medianica

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Questo è un caso molto particolare, che si è manifestato spontaneamente in modo incontrollato, durante una ricerca sperimentale e per le mie conoscenze di allora a cui aggiungo quelle di oggi, non se ne è mai verificato uno analogo.

 

Descrizione gruppo di studio e sperimentazione

Mi trovavo con un gruppo di studio, con il quale stavamo facendo delle ricerche. In quel periodo ci eravamo indirizzati sulle sedute medianiche. Assieme alla mia collega svolgevamo il ruolo di conduttrici, gli altri partecipanti: allievi o neofiti, curiosi e scettici, si disponevano fra noi due, distribuendosi seduti intorno a un tavolo.

Il tavolo non era rotondo, come la fantasia popolare immagina debba essere, la sua forma non è rilevante. Noi utilizzavamo quello che avevamo a disposizione, comodo per contenerci tutti. Certe idee preconcette sono soltanto frutto di superstizione e non funzionali.

Io e la mia collega sedevamo ai due capitavola e gli altri partecipanti, per gruppi di due o tre ai lati. (quando ci incontravamo il nostro numero oscillava fra le 7 e le 9 persone, nell’insieme il gruppo era omogeneo ed eravamo le stesse persone)

Anche in questo caso bisogna dire che non è necessario essere in numero pari, soltanto bisogna distribuirsi i compiti. I conduttori debbono essere sempre coscienti, per reggere ogni evenienza, infatti gli altri partecipanti, dovevano sperimentare la classica "caduta in trance medianica".

Ciò che è invece necessario attuare durante le sedute medianiche, è che siano svolte da un gruppo affiatato, motivato da scopi collettivi, per poter armonizzare la ricerca e non creare conflittualità o competizione (cosa che impedirebbe la seduta medianica).

Il luogo deve essere tranquillo, privo di rumori fastidiosi, luce soffusa e non invadente, e con molto tempo e tanta pazienza da dedicare, anche perché non è facile sviluppare subito una seduta medianica, tanto meno  produrre l’effetto desiderato, ma possono essere necessarie ore.

In alcune sedute precedenti, si erano già manifestate "presenze" con le quali avevamo seguito nelle settimane, un filo logico, fino a quando i contatti si erano esauriti e si era passati ad altri argomenti. Ogni volta bisognava ricominciare da capo.

Il metodo era sempre lo stesso e noi abitualmente registravamo su un nastro magnetico, tutto ciò che avveniva durante la seduta medianica, per poter far partecipi dell'accaduto i "medium" cioè coloro che, diventati protagonisti del fenomeno, con la trance profonda avevano perso il rapporto con la coscienza vigile, di conseguenza avevano bisogno di capire a quali "sperimentazioni" si erano sottoposti e se ciò che avevano detto o fatto corrispondeva a quanto loro erano in grado di accettare e di comprendere.

 

Memoria dei soggetti medianici e altri partecipanti

Come avete appena letto, i protagonisti medium, se non in casi eccezionali, dopo la seduta non sono in grado di ricordare ciò che è avvenuto, nemmeno gli eventi li riguardano.

 

Descrizione della seduta medianica tipo

Durante le sedute possono presenziare anche semplici spettatori. Nel nostro caso avevamo sempre presenti un discreto numero di allievi, che preferivano assistere, anziché partecipare. Tali presenze, se avvengono con discrezione, possono contribuire ad arricchire le conoscenze e dare supporto morale.

 

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