Una seduta medianica

- esperienza pag. 2 -

 

le sorelle Fox notissime medium

 

Dopo gli esercizi iniziali di respirazione e concentrazione,attuati per armonizzare il gruppo, abbiamo come sempre atteso che qualcuno entrasse in "trance medianica" per poter dare l’avvio alle domande.

 

Altra precisazione che devo fare è che durante tali sedute, non eravamo noi a scegliere il medium, ma questi poteva di volta in volta essere diverso o più persone, in contemporaneità o in sequenza, potevano entrare in trance. Fermo restando i conduttori della seduta, che nella fattispecie eravamo io e la Signora Ya Torno, (che leggete nella rubrica dedicata ai sogni) poiché poteva essere necessario dover interrompere esperimenti non utili o che presentavano pericoli.

 

Una sera, nella quale eravamo numerosi più del solito e con qualche amico in più presente, si era inserito come parte attiva un altro soggetto, che sosteneva di essere esperto di sedute medianiche, in quanto lui era un ipnologo e utilizzava questo metodo da tanti anni, per i suoi pazienti clienti. O almeno questo lui aveva sostenuto e noi non avevamo motivo, per non credergli, poiché egli non aveva nulla da guadagnare, se non la partecipazione e la conoscenza diretta ottenuta attraverso tale esperienza.

 

Esperienza medianica specifica del racconto

Con la presenza di questo soggetto, si formò con noi un rapporto di interazione tripolare, rompendo l’equilibrio duale a cui eravamo abituati. Ma dato che di solito l’unico fenomeno che si manifestava era di incorporazione e quindi i medium rispondevano alle domande semplicemente cambiando voce, senza che si fossero generati altri tipi di fenomeni, non ci siamo preoccupate. Purtroppo, questa nostra buona fede o ingenuità, si rivelò come un grosso errore, per tre motivi sostanziali:

 

Primo -l’ipnologo ci confessò (soltanto dopo la seduta) di avere dato impulsi ipnologici ai medium, senza il nostro e il loro consenso, provocando in loro una trance medianica diversa da quelle che eravamo abituate a gestire.

Secondo - si mutò o capovolse il processo mentale, lasciando in superficie una parte di coscienza e dei processi emozionali, quali la paura, l'ansia, l'aggressività, ma che scoprimmo soltanto dopo.

Terzo - la rottura degli equilibri, cioè la mancanza delle stesse motivazioni e finalità: l'ipnologo aveva altre mire e l’evento tripolare, fece il resto.

 

Descrizione della seduta

Pochi minuti dopo l’inizio della seduta accadde una cosa estremamente diversa dal solito, tutti i partecipanti alla seduta, tranne noi tre entrarono in trance, quasi simultaneamente e cominciarono a interpretare un ruolo preciso in cui si manifestarono queste persone:

Il padre – ubriacone e violento che sembra avesse ucciso la moglie e la figlioletta che non riteneva sua;

la figlioletta - assassinata dal padre;

la moglie e madre - anch’essa assassinata;

la nonna - che accusava il padre di assassinio;

un altro soggetto - non ben identificato che continuava a piangere (abbiamo dedotto che fosse un’altra figlia).

- praticamente 5 soggetti erano entrati in trance -

Il padre ha iniziato per primo rompendo l’equilibrio normale della seduta, sbattendo i pugni e la testa sul tavolo, urlando e piangendo, chiedendo scusa e al contempo minacciando di accoltellare la madre

E’ importante dire che il tavolo era di granito, di quelli usati nei giardini e il ragazzo che aveva incorporato il padre, (sia come voce, che come comportamento) era diventato violento, in quel preciso momento, si stava facendo male da solo.

La madre urlava con voce spaventata che non era vero, che non aveva fatto nulla e cercava di difendersi dal padre, mettendosi le mani sulla pancia.

La figlioletta piangeva querula, con voce infantile (poteva avere circa 3 anni) e cercava aiuto dalla mamma e dalla nonna, chiedendo che lo sgabuzzino in cui era stata rinchiusa, (evidentemente buio) venisse aperto e gridava papà… papà… non farci del male….

La nonna interveniva (con voce da persona anziana) e cercava di afferrare il padre alla gola, ma questi minacciava di uccidere anche lei…..

 

Durata e eventi accaduti nell’ambiente

La cosa si è protratta per quasi un’ora, perché sia io che la mia collega Ya, non siamo più riuscite a intervenire per svegliare i medium, che dopo ogni uscita dal trance, ci ripiombavano dentro, in modo assai più violento di prima.

L’ipnologo era rimasto letteralmente paralizzato dalla paura e non riusciva a muovere un solo dito per aiutarci.

Si comportava come se si fosse trovato di fronte a qualcosa di mostruoso per lui ed io cominciavo ad inquietarmi, ma ero troppo occupata a cercare di impedire che i medium si facessero male e al contempo di riportarli alla coscienza vigile, per occuparmi anche di lui.

Per fortuna tutte le altre persone presenti hanno cercato di immobilizzare i medium, anche se devo confessare che la cosa non era facile. I soggetti erano in preda ad una forte spinta pulsionale ed emozionale, che li rendeva estremamente forti e incontrollabili.

E' stato necessario immobilizzarli a terra, per evitare che si scagliassero l’uno contro l’altro o si facessero del male.

 

Io e la signora Ya, correvamo da un soggetto all'altro cercando di risvegliarli, fino a quando finalmente ci siamo riuscite ed è tornata la calma.

Tutti i medium, questa volta, a differenza delle sedute precedenti, nelle quali dopo il risveglio dalla trance, non ricordavano cosa avevano detto, ricordavano tutto ciò che gli era accaduto, episodio per episodio, come se li avessero vissuti in prima persona, ma senza poter uscire dal ruolo, che loro malgrado, stavano interpretando.

 

Questo fatto ancora oggi, per me inspiegabile li ha però riempiti di terrore e non hanno più voluto partecipare a nessuna seduta ed anche noi, dopo questa esperienza così traumatica, le abbiamo interrotte per un po’, limitandoci ad incontri di altra natura, cioè di ricerca e studio parapsicologico, evitando le sedute medianiche con potenziali medium, ma soprattutto evitando ipnologi o presunti tali, di cui non era più che comprovata la serietà e soprattutto il rispetto delle persone.

 

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