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STAR BENE
LO SHIATZU |
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LO SHIATSU - conoscerlo
Lo shiatsu è una forma tradizionale di massaggio giapponese, di derivazione cinese, il cui
Alla base dello shiatsu vi è anma – an=premere, togliere e ma=strofinare, richiamare, per cui risulta essere una manipolazione terapeutica, che si basa sul principio di togliere e dare energia (questo è un principio fra i più fondamentali, su cui quasi tutte le terapie naturali e non invasive, si basano)
Come molte medicine naturali, lo shiatsu riesce a mettere in Lo shiatsu ha infatti il potere di stimolare l’insorgenza delle difese organiche naturali, che già in natura esistono negli organismi viventi e questo si estende, non soltanto alle patologie già in atto, ma anche alla prevenzione di disturbi, non ancora manifesti.
Le forze opposte che permettono questo equilibrio, rappresentano i concetti fondamentali del maschile e del femminile: yin e yang. Queste due forze della natura, si ritrovano dentro di noi e sono in comunicazione, attraverso uan serie di canali definiti meridiani, che si trovano in corrispondenza dei nostri organi e permettono il fluire dell’energia, che si esprime appunto nel movimento, di conseguenza lo shiatsu rappresenta una terapia naturale che può aiutare a migliorare lo stato fisico di chi vi si sottopone, poiché non induce a effetti dannosi, che altre medicine invasive possono produrre e per di più, possiede un’efficacia reale, che si può riscontrare immediatamente anche dopo le primissime terapie.
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QUANDO RICORRERE ALLO SHIATSU Alcune patologie che si possono affrontare con la terapia shiatsu:
Cefalee, soprattutto in corrispondenza delle tempie e della nuca
raffreddore e congestioni nasali
malanni alla gola
mal di denti, in particolare se localizzato
per combattere l’insonnia
eliminare stanchezza oculare e aumentare la bellezza degli occhi
rinvigorire lo stomaco e prevenire patologie gastriche
Aumentare la funzionalità del fegato
Problemi di natura digestiva e stipsi.
dolori e rigidità lungo il percorso dei canali energetici.
dolori articolari alle spalle, schiena, collo (torcicollo)
problemi alle articolazioni inferiori e superiori
correggere la la zona dorsale e lombare
colpo della "strega"
Ritenzione idrica.
Sindromi premestruali e dismenorree
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QUANDO EVITARE LO SHIATSU Lo shiatsu è una terapia manipolativa, per cui non tutti i soggetti che ne fanno ricorso sono in grado di sopportare, infatti esistono varie aree di controindicazione, che sarebbe opportuno osservare.
Questa avvertenza è soprattutto importante per chi affronta tale terapia in modo non professionale, o è all’inizio dell’apprendimento, di conseguenza sarebbe meglio intervenire solo su piccole problematiche quotidiane e non su patologie complesse.
Indipendentemente da questa prima considerazione, non si dovrebbe mai fare ricorso alla manipolazione, nemmeno ad opera di uno specialista, quando i pazienti sono soggetti o corrono il rischio di esserlo, alle seguenti problematiche:
fratture ossee osteomieliti emorragie interne, con particolare riferimento a quelle provocate da stimoli esterni
emofilia malattie infettive di ogni genere, anche le infantili
malattie del cuore
aneurismi malattie del fegato, dei renie e dei polmoni
ulcera gastrica e duodenale
cancro allo stomaco, all’intestino e all’utero
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TECNICHE DI TERAPIA SHIATSU
La tecnica della terapia shiatsu si fonda sulla pressione delle dita e dei palmi delle mani, che deve essere esercitata in corrispondenza dei meridiani, esattamente come accade con il principio dell’agopuntura, tenendo in considerazione soltanto il movimento verticale, dall’alto verso il basso e
mai viceversa.
Le avvertenze sono sostanzialmente queste:
nell’uso dei pollici, deve essere utilizzato soltanto il polpastrello, senza spingere la punta del dito in avanti, per evitare di danneggiarli.
per quanto fa riferimento all’uso dei palmi, questi sono scelti di preferenza per comprimere l’addome, gli occhi e per effettuare trattamento vibratorio.
In alternativa ai palmi, per l’addome e per la faccia, possono essere utilizzate soltanto tre dita.
la pressione esercitata deve essere costante, utilizzando i morbidi polpastrelli, senza conficcare le dita nella carne, su cui si dovrà fare pressione, con il peso del corpo, ma questo deve essere dosato, in base alla sintomatologia presentata, alle condizioni del soggetto e comunque il terapeuta, si dovrà metterei n posizione tale da far leva, se necessario, su tutto il proprio peso.
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